Ogni anno, Victoriano Arizapana, un contadino che vive in un remoto villaggio delle Ande peruviane, lascia il suo campo di patate per partecipare alla festa del Qeswachaka, insieme agli abitanti di Quehue e Huinchiri. I membri di questi due villaggi peruviani lavorano insieme per produrre 15 mila metri di corde ottenute intrecciando a mano l’erba che cresce sulle montagne circostanti. Queste corde d'erba sono attorcigliate e ritorte più volte fino a produrre 6 funi della lunghezza di 45 metri ciascuna.
La notte trascorre ballando e festeggiando. Masticano foglie di coca e bevono chicha, una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del mais. Il giorno dopo le funi d'erba vengono utilizzate per unire le due sponde rocciose del fiume che separa i due villaggi. Due di queste funi sono posizionate più in alto e fungeranno da corrimano, le altre quattro sono legate più in basso.
Dopo un’altra notte di festeggiamenti, Victoriano e alcuni dei suoi compagni ondeggiano sulle funi d'erba sospese ad una ventina di metri dal fiume. Incitati dalle urla dei loro compaesani inebriati dai festeggiamenti, che durano ormai da tre giorni, legano tra loro le funi principali utilizzando corde più sottili, fino a realizzare un ponte di corde d'erba.
È così che il Qeswachaka, “ponte di erba”, viene ricostruito ogni anno, dopo aver sostenuto il passaggio di uomini e bestiame, deteriorato da 12 mesi di intemperie.
Grazie alla continua manutenzione di Victoriano, il Qeswachaka è l’unico sopravvissuto di una miriade di ponti d’erba disseminati sulle creste delle Ande. I ponti sospesi d’erba sono stati costruiti su quei monti per almeno un millennio, ed erano già lì da almeno 5 secoli quando i conquistadores spagnoli invasero il Sud America nel 1532.
Il maggiore di questi era il ponte di Apurimac, composto da una porzione sospesa lunga 45 metri e 60 metri di gallerie scavate nella roccia. È sopravvissuto per 300 anni dopo l’invasione spagnola grazie alla continua manutenzione fatta dalle popolazioni locali, fino a crollare definitivamente nel 1890. Era in piedi da almeno 800 anni quando Finley progettò il primo ponte sospeso moderno.La singolarità di queste strutture ha incuriosito John Ochsendorf, un promettente studente del College di Ingegneria della Cornell University (oggi noto docente del M.I.T.). Ochsendorf decise di condurre una serie di esperimenti per determinare la resistenza e il comportamento strutturale delle funi d’erba. Le funi riuscirono a sopportare un tiro di oltre 18 kN. Utilizzando la formula della catenaria, e considerando che il Qeswachaka è composto da 4 funi principali per una luce di circa 30 metri con una freccia di 2,5 metri, Ochsendorf riuscì a calcolare che il ponte d’erba potesse portare il peso di 56 persone, per un totale di quasi 4 tonnellate.
L’impero Inca aveva un sistema viario molto sviluppato che si componeva di strade montane, gallerie e ponti sospesi, costruiti abilmente nonostante l’utilizzo di materie prime poco adatte all’impiego strutturale.
A causa della deteriorabilità dell’erba, gli abitanti dei villaggi Inca avevano l’obbligo della manutenzione di questi ponti come tributo annuale all’Impero. Quelli come Victoriano Arizapana, e i suoi avi prima di lui, sono chiamati Chaka Camayog, cioè “custode del ponte”, poiché si preoccupano della manutenzione di queste strutture eleganti ma delicate.







