Il Golden Gate Bridge


Già da tempo si parlava di costruire un ponte che attraversasse lo stretto che collegava la baia di San Francisco all'Oceano Pacifico. Il ponte da costruire era quello sullo stretto del Golden Gate, in Califonia, ad una decina di chilometri dalla faglia di San Andrea. 

Molti erano dubbiosi perché il ponte avrebbe dovuto avere una luce enorme, superiore a quella di qualunque altro ponte. Molti altri si opponevano perché la costruzione del ponte avrebbe messo in crisi la società di traghetti che si occupava dell’attraversamento dello stretto. Altri temevano che il ponte interferisse con il traffico marittimo e che lo scontro con una nave avrebbe bloccato il passaggio attraverso lo stretto. I forti dubbi espressi dall’opinione pubblica e dalla politica fecero sì che il ponte rimase solo un’idea per quasi mezzo secolo.

Solo nei primi anni ’20 del secolo scorso la situazione si sbloccò e furono convocati tre eminenti ingegneri, esperti nella costruzione di ponti, per esprimere un parere sulla fattibilità del Golden Gate Bridge. I tre ingegneri interpellati furono Francis McMath, uno dei costruttori del Quebec Bridge, il più grande ponte a travata del mondo (luce principale di 550 metri), Gustav Lindenthal, progettista del ponte ad arco sull’Hell Gate, all’epoca il più grande ponte ad arco (300 metri), e Joseph Strauss, esperto nella progettazione e costruzione di ponti levatoi e progettista del Lewis and Clark Bridge, uno dei più lunghi ponti a travata (lunghezza totale 830 metri).

McMath deve aver ritenuto così assurda l’idea che non rispose neanche. Lindenthal rispose che il ponte non poteva essere costruito per meno di 60 milioni di dollari e probabilmente sarebbe costato oltre 77 milioni. Strauss, invece, rispose con una domanda: 

Quanto siete disposti a pagarlo?

Gli risposero con un numero: 

25 milioni

Fu così che Strauss, aiutato da un valido collaboratore, Charles Ellis, si mise all’opera. Intendeva progettare un ponte che costasse meno della cifra che gli era stata indicata. Non aveva mai progettato un ponte di queste dimensioni, né aveva mai progettato un ponte sospeso. L’idea di Strauss e Ellis fu quella di realizzare un ponte ibrido composto da mensole reticolari e da un impalcato sospeso ad una serie di cavi che avrebbero unito le estremità delle mensole. Il ponte sarebbe costato poco più di 17 milioni di dollari. 



Il progetto fu inviato alle autorità locali. Comparse un articolo sul San Francisco Chronicle che parlava del progetto di Strauss. Il ponte proposto da Strauss era definito “orrendo” ed era confrontato con un elegante e snello ponte sospeso. Motivate dall’opinione pubblica, le autorità locali diedero parere favorevole alla costruzione del ponte solo a patto che il progetto fosse modificato e che Strauss si facesse affiancare da ingegneri più esperti.

Fu così che Strauss chiese il parere di Leon Moisseif, il più grande esperto di ponti sospesi di quegli anni, e progettista del Manhattan Bridge. Moisseif propose un ponte sospeso con una luce di 1220 metri che sarebbe costato poco più di 19 milioni. Il ponte sul Golden Gate fu completato nel 1937 e costò 27 milioni. 



Con una luce di 1280 metri ed una altezza di 227 metri è stato per quasi 30 anni il ponte più lungo e alto del mondo. Ancora oggi è uno dei simboli della California e deve la sua fama anche al caratteristico colore rosso. 


A proposito, anche sulla scelta del colore ci fu un grande dibattito pubblico. La marina voleva dipingerlo a strisce nere e gialle in modo che fosse più facilmente visibile dalle navi che attraversano il Golden Gate. Per fortuna, o purtroppo, si scelse il rosso!